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contro governo monti
venerdì 02 dicembre 2011

UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA CONTRO IL GOVERNO MONTI

Forte della fiducia ottenuta da Bersani, Berlusconi e Di Pietro, il governo Monti sta intraprendendo un'offensiva frontale contro il lavoro e le pensioni, per conto di Confindustria e delle banche. Va fermato. I vertici della Cgil non possono attestarsi sulla non belligeranza “critica”: debbono assumersi la responsabilità di preparare lo sciopero generale contro la macelleria governativa. Coprire il PD nel sostegno al governo sarebbe un crimine contro il lavoro. Parallelamente va realizzato un fronte unico delle sinistre all'opposizione del governo Monti. Per questo proponiamo al PRC- che apre oggi il suo Congresso nazionale- e a tutte le sinistre politiche, sindacali, di movimento, la convocazione di una grande manifestazione nazionale a Roma contro il governo entro il mese di Gennaio. Ogni soggetto della sinistra va chiamato a scegliere sul rapporto con Monti: o di qua o di là, o l'opposizione o la complicità. Le chiacchiere non sono una scelta.

 

 

 
acqua pubblica
mercoledì 23 novembre 2011

FACCIAMO ACQUA DA TUTTE LE PARTI!

IL referendum del 12 e 13 giugno ha sancito, in modo netto come da tempo non accedeva, il no alla privatizzazione dell’acqua. I cittadini hanno dettato, tramite il referendum riguardante il quesito sull’acqua, l’inversione di tendenza delle “regole di mercato” dal profitto e privatizzazioni alla gestione pubblica.

IL risultato straordinario ottenuto dal popolo- 27 milioni di persone hanno deciso che l’acqua è un bene comune- oggi viene messo seriamente in discussione dalla politica del governi centrali ( UE e Italiano) e dalle giunte locali ( di Centro destra e di Centro sinistra).

IL governo burlesque di Berlusconi prima di lasciare il campo alla dittatura “girondina” del commissario della BCE Monti ha ritirato fuori dal cilindro, come un provetto prestigiatore tira fuori dal cilindro un coniglio bianco, il decreto Ronchi che mira ad abrogare, nei fatti, la vittoria referendaria.

Siamo di fronte all’ennesimo inganno politico dove le forze del Centro destra e del Centro sinistra si rincorrono sul terreno delle liberalizzazioni per elargire interessi e profitti ai poteri forti nazionali e alle borghesie locali. Dobbiamo rispondere in modo netto a questo affronto ridicolo e surreale con una politica netta e di classe. Uniamo la lotta per l’acqua con la lotta per l’estensione dei diritti civili, sociali , uniamo la lotta dell’acqua con la lotta per la nazionalizzazione delle banche- sotto il controllo operaio- strozzine. 

Dobbiamo uscire dalla logica della “ correzione” del sistema, il sistema capitalistico è incorreggibile. 

Questo sistema basato sul profitto e l’anarchia di produzione va superato, un altro mondo è possibile e si chiama Socialismo! 

1. Esigiamo che venga rispettata la volontà referendaria, nessuna privatizzazione dell’acqua e nessun decreto Ronchi

2. Contro le privatizzazioni dei beni comuni

3. Solidarietà al popolo palestinese che oltre a subire un occupazione e un massacro pluridecennale si vede costretto ad essere privato delle proprie risorse idriche, quindi dell’ acqua.

4. Per un'altra gestione delle risorse e dell’economia. Per il socialismo!

 
risposta alla fiat
mercoledì 23 novembre 2011

UNA RISPOSTA GENERALE ALLA FIAT

La Fiat punta a cancellare la Fiom dai propri stabilimenti per avere mano libera contro i lavoratori. Non è “il ritorno agli anni 50”, come spesso si dice. E' peggio. Negli anni 50 la Fiom, pur discriminata, aveva formalmente una presenza legittima in fabbrica e nella rappresentanza sindacale ( Commissione interna). Ciò che la Fiat oggi vorrebbe assomiglia di più al regime aziendale degli anni 30, con la cancellazione ex lege di ogni presenza sindacale indipendente dal padrone. E' una provocazione gravissima non solo contro i lavoratori della Fiat, ma contro tutti i lavoratori italiani. Una provocazione coperta e avallata dal nuovo governo dei banchieri, sostenuto da Bersani, Di Pietro, Berlusconi. 

Contro questa provocazione non bastano iniziative giudiziarie né puri scioperi simbolici. E' necessaria una risposta tanto radicale quanto radicale è l'attacco del padrone: una mobilitazione straordinaria e continuativa, che, partendo dal gruppo Fiat, punti a coinvolgere l'intero mondo del lavoro, collegando la difesa intransigente dei diritti sindacali ad una piattaforma generale e unificante di rivendicazioni sociali. Alla spallata della Fiat deve rispondere una spallata operaia. L'unica che può ribaltare la china discendente degli arretramenti. L'unica che può fermare la valanga avversaria. L'unica che può imporre al centro dello scenario sindacale e politico le esigenze degli operai, non quelle dei padroni. 

Parallelamente la natura particolarmente reazionaria dell'attacco Fiat, il suo carattere provocatorio ed extralegale, ripropone la nazionalizzazione del gruppo, senza indennizzo e sotto controllo dei lavoratori, come rivendicazione centrale del movimento operaio. Se una Fiat fuorilegge rivendica l'esproprio dei diritti sindacali dei lavoratori, i lavoratori hanno diritto a rivendicare l'esproprio della Fiat. Il PCL propone a tutte le sinistre politiche e sindacali una campagna nazionale attorno a questo obiettivo. Nella prospettiva di fondo di un governo dei lavoratori che liberi la società dalla dittatura del padronato. 

PCL - PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

 
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