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martedì 09 marzo 2010 |
Non abbiamo bisogno di chiedere il permesso per riprenderci ciò che è nostro!! L'Aquila agli aquilani, fuori ladri, sciacalli e ruffiani!
Alle 3.32 del 6 Aprile 2009, la storia della nostra città e con essa di un'intera regione è cambiata per sempre. Gli effetti del sisma amplificati enormemente da anni d'incuria del territorio, da scelte urbanistiche criminali, da tecniche di costruzione edilizia improntate al massimo profitto e al minimo di sicurezza (tanta sabbia e poco cemento), hanno prodotto in tutta la provincia dell'Aquila più di trecento morti, danni giganteschi e messo in forse il futuro stesso del capoluogo di regione. Le immani devastazioni prodotte dal terremoto, la sofferenza ma anche la dignità della popolazione colpita, hanno determinato un moto di solidarietà popolare genuino e spontaneo che gli abruzzesi non dimenticheranno mai. Migliaia di lavoratori, organizzati all'interno delle associazioni più varie, sono giunti in Abruzzo per aiutare la nostra gente dimostrando una volta di più le immense potenzialità della solidarietà sociale. Ma in quelle tragiche ore com'è noto, c'era anche chi rideva. A ridere erano le iene del capitale, gli imprenditori amici di Bertolasso che pregustavano i lauti guadagni che dalla tragedia potevano ricavare. Del resto, anche i tanti ipocriti che fingono di scandalizzarsi, sanno benissimo che guerre, carestie e catastrofi sono da sempre manna per i capitalisti che spesso ne sono anche la causa. Dunque all'Aquila, con i morti ancora sotto le macerie, insieme a migliaia di “angeli” soccorritori è arrivato a rimorchio un branco di iene e sciacalli che contando sull'aiuto fondamentale di una poderosa macchina di propaganda hanno cominciato l'opera di “ricostruzione” dell'Aquila. Le continue visite a reti unificate del sultano Berlusconi, lo scempio del G8 con i potenti della terra a spasso tra le macerie, la santificazione di Bertolasso (eroe senza macchia sia per il centro-destra che per il centro-sinistra), le cerimonie oscene per la consegna delle case con Vespa in veste di cerimoniere di corte, erano tutte trovate ad effetto per distrarre l'opinione pubblica da quanto stava realmente accadendo. Si, perchè ciò che stava accadendo era la cancellazione di una città, della sua storia, la migrazione della sua gente sulla costa e chi era rimasto nelle tendopoli in città poteva al massimo esprimere gratitudine e rassegnata riconoscenza. Nulla doveva disturbare i piani della ricostruzione decisa e gestita da una cricca ristretta, con le famose new town al posto della città la quale, alla fine di un tempo non quantificato ( chi dice 10, chi 20anni ) diventerà probabilmente una sorta di moderna Pompei o uno dei centri storici più belli del mondo tornato (forse) a nuovo splendore a tutto vantaggio di Fintecna che nel frattempo acquista i palazzi lesionati del centro a prezzi di realizzo. Il progetto è a così lunga scadenza che nessuno a dieci mesi di distanza, si è ancora curato di rimuovere le macerie e l'Aquila si presenta oggi come la mattina del 6 Aprile l'hanno vista i primi soccorritori. Contro questa colossale mistificazione si sono al fine mossi gli aquilani che già in più di un'occasione hanno violato la fantomatica “zona rossa” per rimuovere le macerie e per riprendersi la loro città. Il Partito Comunista dei Lavoratori, è al fianco di questi cittadini contro le falsità del governo e contro l'interessata connivenza del centro-sinistra di cui sono stati mirabili interpreti il Sindaco Cialente e la Presidente della Provincia, Stefania Pezzopane. Per queste ragioni, in occasione delle prossime elezioni provinciali abbiamo candidato il nostro compagno Francesco Di Paolo con l'intento di dare massima risonanza alle richieste di una ricostruzione democraticamente decisa dai cittadini, per dare voce alle migliaia di lavoratori che dopo il sisma hanno perso oltre alla casa anche il lavoro e per rendere esplicita la nostra assoluta sfiducia sia nel centro-destra che nel centro-sinistra. Come sempre, diranno che ci siamo presentati da soli, ma noi risponderemo che ci presentiamo insieme a tanti lavoratori che di questo sistema non ne possono più. |
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MANIFESTAZIONE A L'AQUILA - 6 MARZO |
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venerdì 19 febbraio 2010 |
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PRESIDIO A L'AQUILA IL 6 MARZO CONTRO I POTENTI CHE HANNO LUCRATO SUL DRAMMA DEGLI AQUILANI Sabato 6 marzo a L'Aquila - dalle ore 17,00 alle ore 21,00 da piazzale S.Bernardino alla Basilica di Colle Maggio presidio della memoria contro la disonestà dei potenti che hanno lucrato sul dramma degli aquilani sarà presente Salvatore Borsellino, "facebook Agende Rosse", Antonietta Centofanti Il PCL Abruzzo aderisce alla manifestazione! Per informazioni -
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- 3393134482 - Nazzarena Desideri |
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L'Aquila: speculazione sui disoccupati |
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mercoledì 17 febbraio 2010 |
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ALL' AQUILA UN POLO DI ATTIVITA' ... O DI SFRUTTAMENTO?
"Nascerà all’Aquila un nuovo polo di attività back-office che darà lavoro a 150 giovani, grazie ad un accordo tra la banca Intesa San Paolo e i sindacati. Un accordo inquadrato in un progetto più ampio che, sul piano nazionale, prevede l’avvio di tre stabilimenti, per 600 nuovi posti di lavoro, concentrati nelle aree geografiche con forti problemi occupazionali". All’accordo, presentato il 15 Febbraio in un convegno organizzato dalla Cisl, non ha aderito la Cigl. “La novità - spiega Monica Pelliccione dell’area comunicazione Cisl - riguarda l’adozione di meccanismi contrattuali che porteranno a una riduzione del 20% sullo stipendio con il versamento della contribuzione previdenziale, l’assistenza sanitaria e l’erogazione del premio di risultato”. Passati i quattro anni dell’apprendistato saranno applicati i trattamenti economici e normativi previsti dal contratto nazionale e dagli accordi aziendali. Nel merito l'accordo prevede: 1) apprendistato con le vecchie regole; 2 gradi di sottoinquadramento per i primi 2 anni e 1 grado di sottoinquadramento per i due anni successivi, a ciò si applica la ulteriore decurtazione del 20% (da calcolarsi sulla paga oraria); 2) nessuna maturazione né di anzianità né di scatti; 3) 40 ore settimanali invece di 37,5; 4) ex festività da usufruire prima delle ferie altrimenti si perdono, le ferie saranno di 20 giorni all'anno; 5) contribuzione al fondo pensione (previdenza complementare) ridotta; 6) Vap ridotto del 20% rispetto agli altri lavoratori; 7) ticket pasto ridotto rispetto agli altri lavoratori; 8) lavoro in turni, orario settimanale 37 ore e 30 minuti, dalle 06,00 alle 22,00 dal lunedì al sabato (non c'è la banca delle ore = 23 ore annuali di permessi) 9) lavoro non in turni, orario settimanale 40 ore, otto ore al giorno dal lunedì al venerdì (c'è la banca delle ore). L'accordo firmato in Intesa San Paolo non è una opportunità ma un vero e proprio ricatto occupazionale che, sfruttando il disperato bisogno di lavoro di giovani e disoccupati, introduce salario e condizioni di lavoro fortemente inferiori ai minimi garantiti dal Contratto Nazionale. E' vero, c'è bisogno di lavoro ed in una città come L'Aquila c'è bisogno di molto di più, forse è ora di iniziare a ricostruire e programmare un possibile sviluppo, e in questo il sistema creditizio e le parti sociali dovrebbero essere attori responsabili. Se qualcuno pensa che nell'accordo firmato c'è una opportunità per i giovani disoccupati sbaglia, l'unica vera oppurtunità è per chi davanti al bisogno, nel caso aquilano ancor più grave, cerca surrettiziamente di scardinare i diritti e destrutturare il CCNL. Così Intesa San Paolo, la Banca per il Paese “a sostegno del sistema”, mentre annuncia la distribuzione dei dividendi agli azionisti, taglia il salario dei lavoratori che vivono in zone particolarmente colpite dalla crisi e dal terremoto. Ci pare impossibile pensare che organizzazioni sindacali, CGIL esclusa, abbiano accettato simili prepotenze ed iniquità. (Fabrizio Petrolini FISAC CGIL L'Aquila)
Ci sembra che ulteriori commenti siano superflui........ Coordinamento regionale |
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