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ventennale della caduta del muro |
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mercoledì 11 novembre 2009 |
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LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO La caduta del muro di Berlino è sicuramente uno dei più importanti eventi storici del Novecento. Tale avvenimento ha dato inizio ad una nuova situazione internazionale venendo a mancare la divisione in blocchi che aveva caratterizzato l’intero dopoguerra. Tuttavia bisogna mettere in evidenza come su tale evento si sia scatenata la più cinica e violenta strumentalizzazione politica, osannando principi di “democrazia” e di “libertà” che si sarebbero affermati al posto di un ormai defunto “sistema socialista”, in realtà mai concretizzatosi. Mi sembra lecito precisare, infatti, che il crollo dei regimi dell’Est non è stato tanto il risultato dell’insoff erenza popolare, quanto del normale processo evolutivo di quei regimi dittatoriali, stalinisti e non socialisti o comunisti, che nulla avevano a che vedere con l’ideale che dicevano di professare e che hanno restaurato essi stessi un sistema capitalista.
Basterebbe citare l’esempio del presidente russo Putin, all’epoca burocrate del Kgb e oggi a guida di un sistema liberale. Il binomio “democrazia”-“libertà”, tanto venerato ormai in tutto il mondo, rappresenta in realtà una democrazia puramente liberale e una libertà, per così dire, “di mercato” in cui la concorrenza porta allo sfruttamento del lavoro e all’oppressione, anche militare, dei popoli più poveri. Questa “democrazia” e questa “libertà” non sono autentiche: il regime “democratico” nel quale viviamo, infatti, nasce con la Rivoluzione francese che vide l’ascesa al potere della classe borghese, già all’epoca minoranza sociale privilegiata ma che veniva considerata come “demos”. Di conseguenza il potere borghese è diventato sinonimo di potere “democratico”, ma non è così. Una democrazia più autentica, per fare un esempio, fu quella che nacque nell’ Atene del V secolo e che, come testimonia anche “La guerra del Peloponneso” di Tucidide riconosceva strenuamente il potere della maggioranza della polis, anche perché, come si dice anche oggi, in democrazia “la maggioranza vince”. Nella società attuale, invece, accade l’esatto contrario; vi è solo una minoranza, il 10%-20% della società, che detiene il potere, mentre la maggioranza ne è estraniata. Questo stato di cose influisce in maniera inevitabile anche sul concetto di libertà: essa è vera e utile al popolo se e solo se è abbinata ad un potere del popolo stesso, una democrazia appunto; ma se questo non detiene le redini della società, allora la libertà viene ridotta a mera formalità, ad una libertà di discussione fine a se stessa proprio perché le decisioni popolari non hanno influenza sul sistema socio-politico-economico. Per quanto riguarda, poi, l’elezione dei governi, come dimostrato ampiamente dai fatti, è chiaramente un imbroglio, un contentino dato al popolo per farlo credere si essere sovrano nel momento in cui vota persone scelte dalla classe dominante in propria rappresentanza. In conclusione, una vera democrazia e una vera libertà sono in contrasto sia con il dominio di una minoranza sociale, caratterizzante i regimi liberali, sia con il dominio di una casta burocratica, caratterizzante i regimi dittatoriali, totalitari: e per la loro realizzazione è fondamentale cambiare le regole della società. F. P. |
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ELEZIONI RSU/RLS IN SEVEL |
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martedì 10 novembre 2009 |
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PERCHE' VOTARE I CANDIDATI DELLA LISTA SdL L'11 e 12 novembre 2009 in Sevel si voterà per eleggere le RSU, è un occasione molto importante che si ripete ogni 3 anni, proprio per questa ragione occorre scegliere da chi farsi rappresentare senza firmare deleghe in bianco. Negli ultimi tre anni si è passati da una fase di enorme crescita del nostro stabilimento con straordinari a go-go ad una profonda crisi sia produttiva che occupazionale derivante dalla crisi finanziaria internazionale. Oggi siamo gli unici a pagare, non solo con la riduzione del salario ma anche con la privazione dei diritti (ved. gestione dei par e ferie e della cigo) mentre ai padroni è stato regalato il cuneo fiscale (riduzione costo-lavoro del 5%) ed ulteriori agevolazioni sui prestiti-bancari.
Nessuno, nonostante i tanti profeti, è in grado di dirci quando finirà... ne gli economisti e i politici ne tantomeno i sindacalisti di professione. Nel 2005 non abbiamo firmato l'accordo imposto da Fiat, non per la parte economica di parificazione, ma per l'introduzione di una nuova metrica del lavoro che oggi paghiamo con aumenti dei ritmi di lavoro. In passato, denunciammo l'inutilità degli straordinari, con la proclamazione degli scioperi, e sostenemmo invano la validità e l'importanza delle assunzioni dei precari per lo sviluppo reale e non virtuoso dell'indotto e della nostra Regione. Nel corso dei tre anni, nonostante il nostro mandato è stato impedito, per oltre 15 mesi da pretestuose motivazioni aziendali risolte in Tribunale con la condanna della direzione Sevel, abbiamo più volte denunciato problematiche relative alla sicurezza con l'intervento dei medici del lavoro della Asl nelle officine. I compagni dello SlaiCobas presenti in Sevel hanno deciso di confluire nella nostra lista, in conseguenza del percorso di unificazione delle sigle del sindacalismo di base già avviato a livello nazionale, evitando inutili sovrapposizioni, per creare un sindacato dei lavoratori dal basso, unito e conflittuale sempre più utile e necessario per contrastare la deriva alla quale i padroni ed i sindacati confaziendali, con la riforma della contrattazione e l'ennesimo bidone contrattuale, vorrebbero condurci. Non sprechiamo l'ennesima occasione chiediamo la vostra fiducia per continuare con coerenza e tenacia a difendere solo e sempre gli interessi dei lavoratori/ci senza facili scorciatoie a differenza dei noti “senatori-sindacali” in perenne campagna elettorale da oltre un ventennio. LAVORATORI/CI VOTATE I CANDIDATI DELLA LISTA SdL intercategoriale Atessa, 9 novembre 2009 |
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Sul sequestro del porticciolo eco-mostro di Francavilla |
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giovedì 29 ottobre 2009 |
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comunicato del 26 Ott 2009 IL PORTO ECO-MOSTRO DI FRANCAVILLA La vicenda del porto di Francavilla è esemplare di una società, quella italiana, che ha all'interno del proprio sistema, un cancro che mangia a poco a poco la nostra libertà di vivere e contro il quale alcuna "terapia" sembra possa funzionare. Il progetto contro il quale a suo tempo si scagliarono partiti di centro-sinistra, associazioni e singoli cittadini ha superato con "successo" tutte le fasi istituzionali di giudizio. Alla fine un qualsiasi cittadino non informato direttamente sui fatti avrebbe potuto dichiarare senza problema che quella era un'opera giusta e fatta nel rispetto dell'ambiente e della città. Oggi anche quei cittadini sanno che così non è, sanno che le loro istituzioni, comune, provincia e regione, non sono in grado di tutelare ne' l'ambiente in cui vivono ne' la loro incolumità fisica. Quando il porto fù approvato dal VIA regionale la battaglia dei cittadini, nella cornice del Comitato no-porto, finì ad opera del PD (allora ancora DS e Margherita) che aveva utilizzato la buona fede dei cittadini come grimaldello per una nuova unione a sinistra prima delle elezioni comunali. Il PCL e altri cittadini continuarono isolatamente una battaglia sostanzialmente persa ma con questo breve comunicato vogliamo ricordare quelle che la stampa sembra aver dimenticato (in attesa dei possibili esiti della nuova inchiesta), le responsabilità politiche. La giunta Angelucci ha avuto la responsabilità principale, è vero, ma l'attuale giunta Di Quinzio ha preso le distanze dall'opera soltanto per una questione economica, non certo per la propria sensibilità ambientalista. Il motivo era legato alla prescrizione con la quale il V.I.A. aveva accolto il progetto: il ripascimento annuale della costa erosa dall'opera a carico dell'amministrazione comunale. Altro che responsabilità ambientale sventolata dall'attuale sindaco! Anche le forze di sinistra non sono esenti da responsabilità, ricordiamo che nel VIA, organo tecnico, all'epoca erano presenti "tecnici" nominati anche da Rifondazione Comunista e dai Comunisti Italiani. E i verdi? Pur di rimanere aggrappati alla "famosa" giunta regionale Del Turco, hanno tirato i remi in barca dicendo che non si poteva mettere in discussione un governo regionale per un porticciolo. Insomma, se le regole favoriscono lo scempio abientale e l'avanzata dei soliti speculatori, i nostri politici non hanno la coscienza pulita. |
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