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15 Ottobre: rinnovo contratto metalmeccanici |
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lunedì 19 ottobre 2009 |
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Riportiamo il contenuto del comunicato-volantino che il sindacato di base SDL Intercategoriale di Chieti ha diffuso nelle due ore di sciopero indette contro il rinnovo truffa del contratto nazionale dei metalmenccanici siglato soltanto da Fim e Uilm: FREGATURA RECORD !!! " Il 15 ottobre per la prima volta nel nostro Paese,due organizzazioni sindacali Fim e Uilm minoranza nel settore metalmeccanico e senza mandato dei lavoratori/ci hanno permesso a Federmeccanica di estendere la durata del CCNL a tre anni sia per la parte economica con riduzione del valore punto , che per quella normativa. I lavoratori/ci inquadrati con il 3°livello,la maggior parte del 1,7000,000 metalmeccanici italiani,come al solito percepiranno pochi euro così ripartiti: 1a tranche di € 24,15 lordi a partire dal 1° gennaio 2010. 2a tranche di € 34,50 lordi a partire dal 1° gennaio 2011. 3a tranche di € 36,23 lordi a partire dal 1° gennaio 2012. Per un misero totale di € 94,88 lordi a futura memoria......!!! L'istituzione di un Fondo di sostegno al reddito con partecipazione e contribuzione di un euro del lavoratore a partire dal 2012, l'aumento della quota contributiva per il Fondo Cometa dello 0,2% nel 2013 e la nascita dell'ennesimo ente bilaterale sono indicative di quale gestione hanno in mente del nostro salario. SEMPRE MENO SOLDI AI LAVORATORI MENTRE MAGGIORI GARANZIE VENGONO ASSICURATE AI VARI FONDI GESTITI INSIEME AI PADRONI, ecco la verità amara che non diranno mai. Nella parte normativa vengono di fatto introdotte le “novità” dell'accordo del gennaio '09 sulla riforma contrattuale,le modalità di assunzione e l'organizzazione del lavoro dovranno sempre più essere legate alle esigenze produttive aziendali con possibiltà per le rsu aziendali di modifica di articoli del Contratto. Nessun sindacato può decidere sulle condizioni economiche e normative presenti nel Contratto Nazionale di Lavoro senza aver ricevuto il mandato della maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici unici diretti interessati costretti a subirne le conseguenze. Alle prossime elezioni per il rinnovo delle R.S.U. non dimentichiamolo,ormai li conosciamo evitiamo che possano continuare a fregarci. Invitiamo i lavoratori a scioperare contro l'ennesimo accordo bidone LUNEDÌ 19 OTTOBRE dalle ore 9 alle 11. " |
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A MESSINA, UN ALTRO CRIMINE DEL PROFITTO. |
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giovedì 08 ottobre 2009 |
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UNA CAMPAGNA ANTICAPITALISTICA PER IL RISANAMENTO DEL TERRITORIO, A PARTIRE DAL SUD Come in Abruzzo, “la fatalità” non c’entra. Il pietoso tentativo del famigerato TG1 di attribuire la strage di Messina ad un eccesso imprevedibile di acqua piovana trasuda un cinismo inqualificabile. Le decine di morti chiamano in causa responsabilità precise: piani regolatori tracciati da interessi speculativi e criminali, concessioni elargite da giunte locali compromesse coi poteri forti , taglio dei fondi pubblici per il risanamento del territorio e dirottamento degli stessi fondi dimezzati per altri scopi. In poche parole è un crimine del profitto e di tutti i governi che hanno amministrato i suoi affari. Ha una bella faccia Berlusconi a presentarsi a Messina. Il suo governo ha saccheggiato i fondi FAS per destinarli a banche e imprese del Nord. Ha abbattuto del30% i fondi per la protezione civile, nella programmazione finanziaria dei prossimi tre anni. Ha varato un nuovo piano casa all’insegna della drastica riduzione dei controlli ambientali e delle procedure di autorizzazione. Ha destinato miliardi a quel “Ponte di Messina” che proprio la tragedia di oggi denuncia come autentica provocazione. E per di più dichiara.. “di aver previsto l’accaduto”, senza accorgersi che il suo delirio di onnipotenza e onniscienza tradisce nel caso una confessione di colpa (oltre a smentire la tesi dell’”imprevedibilità” dell’incauto Minzolini). Il grido di “assassini” che si è levato spontaneamente contro il Presidente del Consiglio e le Autorità politiche al seguito è dunque non solo comprensibile ma appropriato. Ora, come in Abruzzo, non basta la denuncia. Va sviluppata una mobilitazione che raccolga e organizzi la rabbia della popolazione colpite con la formazione di comitati popolari. Dev’essere tracciata l’anagrafe di tutti i costruttori criminali; di tutti gli assessori e le giunte che,a vari livelli, hanno fornito le concessioni ai costruttori; di tutte le autorità che hanno omesso i controlli e che hanno coperto il crimine annunciato. Non si tratta di affidarsi alla magistratura , ai suoi interminabili tempi, alle sue incerte sentenze. L’anagrafe delle responsabilità va subito istruita dal basso,dai comitati popolari, col concorso di tutte le forze e competenze disponibili ( tecniche, giuridiche, ambientaliste) . Il processo ai colpevoli va promosso dalle loro vittime , e non affidato ad un apparato di stato colluso. Lo stesso vale per la ricostruzione, che va sottoposta ad un vigile controllo popolare e orientata da un piano democraticamente definito dalle popolazioni interessate: a garanzia del loro diritto alla salute e alla vita. Ma non basta. |
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venerdì 04 settembre 2009 |
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LA LOTTA DURA PAGA. GENERALIZZIAMO LA LOTTA. La lotta radicale ed a oltranza dei lavoratori della fabbrica INNSE a Milano, a difesa del proprio lavoro, ha piegato i propri avversari e ha smentito tutti i disfattisti. La lezione è chiara: la lotta dura paga. E’ ora di generalizzare questo insegnamento prezioso in tutto il mondo del lavoro. E’ finito il tempo di atti rituali, scioperi simbolici, preghiere istituzionali senza esito. Di fronte ad un governo che regala ai padroni lo smantellamento del contratto nazionale e la divisione dei lavoratori, con la complicità di CISL e UIL; di fronte a padroni che dopo aver incassato per anni dai governi sia di destra che di centrosinistra enormi regalie pubbliche (pagate dai lavoratori) annunciano un autunno di nuovi licenziamenti, non c’è che una via: la generalizzazione di una lotta radicale e continuativa dell’intero movimento operaio italiano. Alla radicalità di padroni e governo occorre contrapporre una radicalità uguale e contraria dei lavoratori. Alla forza va contrapposta la forza. L’esperienza dimostra che solo così si possono strappare risultati. Per questo chiediamo a tutte le organizzazioni sindacali e politiche del movimento operaio di voltare pagina:
- UN COORDINAMENTO NAZIONALE DEI LAVORATORI DI TUTTE LE AZIENDE IN LOTTA A DIFESA DEL LAVORO.
- UNA CASSA NAZIONALE UNITARIA DI RESISTENZA A DIFESA DELLE LOTTE
- L’OCCUPAZIONE OPERAIA DI TUTTE LE AZIENDE CHE LICENZIANO
- UNA GRANDE VERTENZA UNIFICANTE DEL MONDO DEL LAVORO, DEI PRECARI, DEI DISOCCUPATI: PER IL BLOCCO GENERALE DEI LICENZIAMENTI, LA RIPARTIZIONE TRA TUTTI DEL LAVORO CHE C’E’, UN AUMENTO GENERALE E CONSISTENTE DI SALARI E STIPENDI, UN GRANDE PIANO NAZIONALE DEL LAVORO, SOTTO CONTROLLO OPERAIO E POPOLARE, PER SERVIZI SOCIALI E BISOGNI POPOLARI.
Paghi chi non ha mai pagato : i grandi profitti, le banche, il Vaticano, le spese militari; non chi è stato sfruttato per anni , per poi essere buttato su una strada ! E se i padroni e i loro rappresentanti di ogni colore politico diranno che le “leggi della (loro) economia” non lo consentono, si facciano pure da parte: saranno i lavoratori a governare e a riorganizzare una società a misura d’uomo, non del profitto. Il PCL lavorerà in ogni caso, fabbrica per fabbrica e in ogni sindacato, per l’unificazione e la radicalizzazione delle lotte in direzione di una vera prova di forza col padronato e col governo. Che è poi l’unica cosa che Berlusconi e Confindustria temono davvero.
(per scaricare il volantino in formato A5 doppio su un foglio A4 clicca sull'immagine in anterpima o su questa scritta) |
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