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sciopero generale del 25 Giugno
martedì 15 giugno 2010
  Occorre una lotta vera!

Governo e Confindustria passano ogni limite, grazie all’assenza di una opposizione vera.
In un colpo solo, mentre la Fiat vuole contratti polacchi, il governo muove guerra frontale al pubblico impiego: con blocco dei contratti, licenziamento di massa dei precari, nuovi tagli a cascata su scuola e sanità, elevamento dell’età di pensione.. Perché tutto questo? Per garantire i banchieri, italiani ed europei, sulla tenuta di titoli di Stato che hanno comprato ( risparmiando sulle tasse). Cioè per garantire i principali rapinatori di salari, pensioni, servizi degli ultimi vent’anni, oltreché i principali responsabili del crack.

Di fronte a questo scandalo, c’è il disarmo dell’”opposizione”. - Prodi si congratula con..Tremonti. Il PD chiede meno tasse per i padroni, alla coda di De Benedetti. - Di Pietro vota il Federalismo di Bossi ( più soldi a padroni e cliniche del Nord, più saccheggio di servizi pubblici al Sud). - Tutti pendono dalle labbra di Marcegaglia. Mentre Cisl e Uil fanno scudo al governo, e la Cgil convoca uno sciopericchio ridicolo di 4 ore. Quanto alle cosiddette sinistre “radicali”- ex ministeriali- si limitano a “denunciare”, senza proporre alcuna azione reale: per non spaventare..il PD ed Epifani.

Questo spettacolo deve finire. E’ l’ora di agire. E’ ora che tutte le sinistre politiche e sindacali promuovano unitariamente una mobilitazione vera, radicale, prolungata; che si combini con l’occupazione delle aziende che licenziano, il presidio dei pubblici uffici e delle scuole, l’assedio di massa di governo e Parlamento; che si unisca alle mobilitazioni in corso in altri paesi europei; che duri sino alla sconfitta di governo e padronato.
 
 

Lo sciopero generale del 25 Giugno va prolungato in questa direzione

- Paghi chi non ha mai pagato! - Si tassino i grandi patrimoni, rendite, profitti. - Si annulli il debito pubblico verso le banche, che vanno nazionalizzate senza indennizzo, sotto controllo sociale. - Si abbattano spese militari e privilegi clericali . - Si investano le risorse così liberate per allargare le protezioni sociali e promuovere un grande piano per il lavoro. Si apra un vera prova di forza per cacciare assieme a Berlusconi le classi dirigenti del Paese, liberando la via per una vera alternativa.

- Il Partito Comunista dei Lavoratori ( PCL) si batterà in ogni caso e ovunque per una vera ribellione sociale, contro lo spirito della rassegnazione e della resa.

 

 
Sciopero generale del pubblico impiego
domenica 13 giugno 2010

 

I SACRIFICI FATELI VOI !

 

 Ormai  il governo Berlusconi - Tremonti  ha gettato la maschera della demagogia:  ha deciso che il risanamento del debito pubblico italiano non lo deve fare chi è colpevole della crisi (banche, operatori finanziari, speculatori di ogni risma, evasori fiscali, boiardi di stato, politicanti di mestiere ecc…), bensì i lavoratori del pubblico impiego, scuola, sanità, ecc … Ma il gioco al massacro non finisce qui! Già si preannuncia una manovra per il prossimo anno che prevede ulteriori “sacrifici” facilmente immaginabili estesi a tutto il lavoro dipendente, incluso quello privato.     A questo punto ci rivolgiamo a tutti coloro che sentono la profonda ingiustizia della manovra finanziaria a scendere in piazza, a dimostrare il proprio sdegno e rabbia, ma anche ad affermare, che i contratti di lavoro non si sospendono, che i servizi sociali non si possono tagliare. Facciamo appello a costruire una opposizione sociale “seria”, la più ampia possibile e non “finta”, come fanno i sindacati concertativi, per sconfiggere la tesi che a pagare debbano essere sempre gli stessi.

 

 

LUNEDI’ 14 GIUGNO

 

sciopero generale del pubblico impiego

e della scuola  (compreso il personale

 ATA)

ore 10.00  PRESIDIO/MANIFESTAZIONE

SOTTO LA SEDE RAI DI PESCARA

(via De Amicis, 27)

 

 
Comunicato nazionale PCL
mercoledì 02 giugno 2010

La manovra rivela la truffa del federalismo

 

Ha perfettamente ragione la Lega Nord nel dire che la manovra economica del governo “è un anticipo del federalismo”. Infatti ne rivela la truffa: gli enti locali ridotti- ancor più che in passato- ad esosi gabellieri dello Stato centrale contro i lavoratori . Indotti ad aumentare le tasse locali nel Sud per compensare il taglio dell’Irap alle imprese; a mettere tickets sulla salute per compensare i nuovi tagli alla sanità pubblica; a eliminare servizi locali per compensare l’ennesimo taglio dei trasferimenti statali; infine a gestire il nuovo condono edilizio. E tutto questo per cosa? Per rassicurare i banchieri acquirenti dei titoli pubblici sul fatto che lo Stato continuerà a pagar loro centinaia di miliardi di interessi. Gli enti locali come intendenza delle banche e di “Roma ladrona”: questo è, in ultima analisi, il federalismo di Bossi –Tremonti – Berlusconi contro gli operai “padani” e le popolazioni del Sud. Anche per questo si impone una ribellione sociale.
 
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